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ABBREVIAZIONI utilizzate nei nostri manuali "Il
Libro Antico in Italia"
A. Autore
acc. incisione in acciaio
alb.geneal. albero genealogico
alleg. allegorica
anast. copia anastatica
ang. angolo (nelle legature punte)
ant. antica/o
antip. antiporta
applic. applicato/a
arross. arrossata/o arrossatura
autogr. autografa/o
b., bb. bianca/o
baz. legatura in pelle bazzana
br. legatura in brossura
brunit. brunita/o bruniture
c., cc. carta/e
capil. capilettera, iniziale capitale
car. carattere
cart. cartone
cartonc. cartoncino
coll. colonne
col. colore, colorata
cons. conservata
cop. copertina
corn. cornice
cromolitogr. cromolitografia
d.pag. doppia pagina
ded. dedica
diagr. diagrammi
dedic. dedicato
dis. disegno, disegnato
dor. dorso
ed. editoriale (le legature)
ediz. edizione (n° di edizione)
f.c. fuori commercio
fasc. fascicolo
ff. fogli
fig. figura
final. finalini
fiorit. fioritura
fr. frontespizio
flor. floreale (riferito ai fregi)
ft. fuori testo
geo. geografica
geom. geometrica
gr. grande
ill. illustrata
inc. incisione
inf. parte inferiore
int. interno
leg. legatura |
litogr. litografia
m. mezza
mar. legatura in pelle marocchino
margg. margini
marm. marmorizzata
mod. moderna
molt. molte
moltt. moltissime
ms. manoscritto
nn non numerate
nt. nel testo
obl. oblungo
occh. occhietto
orig. originale
p. legatura in pelle
p.pag. piena pagina
pag. pagina
per. legatura in pergamena
piat. piatti
pic. piccolo
pp. pagine
post. posteriore
qq. qualche
rest. restaurato
rinforz. rinforzato
rip. ripiegato
ripr. riproduzione
rist. ristampa
ritr. ritratto
r/n rosso e nero
s.d. senza data
s.e. senza editore o stampatore
s.l. senza luogo
s.n.t. senza note tipografiche
sec. secolo
sguard. sguardia
sup. superiore
t. legatura in tela
tab. tabelle
tass. tassello
tav. tavole
test. testatine
tirat. tiratura
tit. titolo
vol. volumi
xil. xilografia (incisione in legno) |
ABRASIONE
Da Raschiatura (O. Targioni Tozzetti, Dizionario Botanico Italiano, Firenze,
1809). Terminologia nel campo bibliografico: cancellatura ottenuta dal raschiare
il testo da supporto scrittorio (la carta).
ACCIAIATURA
Da Acciaiare (Savary, Dizionario del Commercio, Venezia, 1770). Nell'accezione
bibliografica: operazione utilizzata allo scopo di rendere, nel procedimento
delle incisioni su rame, le lastre più resistenti, ricoprendo queste
ultime con un sottile strato di acciaio mediante elettrolisi.
ACQUAFORTE (incisione all')
Da "Intaglio d'Acquaforte" (M. Buonarroti il giovane, 1618). Nell'accezione
dell'arte grafica la tecnica consiste nel fissare un disegno sul metallo
grazie alla morsura di un acido, allo scopo di riprodurlo su carta. Di solito
come mordente viene utilizzato l'acido nitrico. La lastra che serve da matrice
al disegno è un foglio di rame o di zinco, spesso di pochi millimetri,
ricoperto da vernice protettiva. E' su questa pellicola che viene effettuato
il disegno con una punta d'acciaio. In tal modo i soli solchi così
tracciati saranno attaccati dall'acido e riceveranno l'inchiostro al momento
di subire la pressione del torchio, operazione che avrà luogo dopo
che la lastra sarà stata ripulita dalla vernice. La tecnica all'Acquaforte
può essere ulteriormente affinata per mezzo di ritocchi al bulino
o alla puntasecca.
ACQUATINTA
Incisione analoga all'Acquaforte (M. Lessona, A. Valli, Dizionario Universale
di Scienze, Lettere ed Arti, Milano, 1875). Nella terminologia artistica:
il procedimento è simile a quello utilizzato nell'incisione all'Acquaforte
[vedi voce] con l'unica differenza della lastra che viene ricoperta da uno
strato di pece greca o di granuli di bitume macinato; con questo procedimento,
l'acido intacca la lastra producendo una granitura che in fase di stampa
produce mezzi toni, sfumature e velature.
ACQUERELLO
Tecnica pittorica il cui legante è la gomma. I pigmenti colorati
macinati alla gomma sono sciolti nell'acqua e applicati a velatura. Il carattere
peculiare di questa pittura è la trasparenza. Si compone di pigmento
in polvere e acqua gommata come legante.
ACRONIMO - ABBREVIAZIONE
Atto, Effetto dell'Abbreviare (B. Varchi, ~1565).
Terminologia nel campo bibliografico: sigla formata da lettere, per lo più
iniziali di altre parole. Tali abbreviazioni sono utilizzate frequentemente
in repertori bibliografici.
ACROSTICO
Componimento poetico che forma un nome o una parola determinata con le lettere
iniziali lette dall'alto verso il basso (F. Buonarroti, ~1698). Terminologia
nel campo bibliografico: procedimento che veniva utilizzato spesso nel caso
di componimenti che, dati i contenuti, dovevano passare criptati alla censura
religiosa o politica.
ADDENDA
Termine di derivazione latina. Aggiunta, nella sezione addenda di un volume
vengono, di solito, elencate le omissioni del volume stesso.
ADESPOTO
Documento (musicale) che non porta nome d'autore.
AGIOGRAFIA
Parte della storia ecclesiastica che tratta la vita dei Santi. E' di origini
antiche (si parla del VI sec.) ma la prima forma forma moderna fu elaborata
da Héribert Rosweyde un Gesuita fiammingo morto nel 1629, che nel
1615 pubblicò le Vitae patrum.
ALTEZZA TIPOGRAFICA
Nel campo tipografico sta a significare la distanza tra Occhio e Piede del
Carattere [vedi voci].
ANAGLIFO
Procedimento di riproduzione fondato sul principio della stereoscopia. Due
immagini identiche sono stampate l’una dopo l’altra con un leggero
sfasamento, in due colori complementari (per esempio: una in azzurro, l'altra
in arancione).
ANAMORFOSI
La tecnica dell'anamorfosi consiste nel dissimulare una figura o un oggetto
deformandolo. La forma reale originaria potrà essere riconosciuta
soltanto osservando l’oggetto o la figura deformati secondo una particolare
prospettiva o attraverso uno specchio deformante. Molto apprezzato nel Rinascimento,
questo procedimento consente al pittore di mascherare delle immagini agli
spettatori meno accorti. Più tardi, si dissimuleranno nei quadri,
segretamente, scene erotiche o irriverenti.
ANASTATICA
Di derivazione inglese Anastatic (G. Garollo, Piccola Enciclopedia Hoepli,
Milano, 1892-1895).
Detto di ogni procedimento che permetta di ristampare fedelmente l'originale.
Le prime Ristampe Anastatiche furono effettuate con un sistema di riproduzione
litografico.
ANGOLI - ANGOLO - PUNTE
Nella Legatura di un volume sono le Punte dei Piatti [vedi voce] della una
copertina. Sono utilizzati per arricchire l'eleganza artistica di legature
in pelle o pergamena.
ANNALI - ANNALI TIPOGRAFICI
Narrazione di avvenimenti storici, storia, memorie storiche, ordinate e
distinte anno per anno, (G. Boccaccio, 1348-1353). Annali Tipografici: opere
"documentate dei tipografi", divise anno per anno.
ANONIMO
Voce di derivazione greca an-ònyma: senza nome, sconosciuto (A.M.
Salvini nel 1726).
Nella terminologia del campo bibliografico si sottintende la parola "Autore".
Nei cataloghi alfabetici le opere anonime sono indicizzate per titolo. Esistono
repertori bibliografici appositi di Opere Anonime e Pseudonime.
ANTIPORTA
"Pagina che precede il Frontespizio [vedi voce] di un libro e contiene
illustrazione o altro titolo" (G. Gozzi, Antologia Veneta, 1900. pag.
322). "Che sta innanzi una porta (il Frontespizio)" (C. Arlia,
Dizionario Bibliografico, 1892).
ANTOLOGIA
Raccolta di composizioni scelte (F. Redi, 1628).
Parola di derivazione greca Anthologia: raccolta di fiori, dalla quale la
derivazione di florilegio e crestomazia che sono sinonimi di Antologia.
APOCRIFO
Un testo falsamente attribuito ad un'epoca o ad un autore (B. Varchi, ~1565).
Dal greco Apokryphos: nascosto, segreto.
APPARATO CRITICO
Nell'Edizione Critica, tutte le annotazioni, correzioni e varianti.
APPENDICE
Parte aggiunta ad un'altra (Sant'Agostino ~XIII sec.).
Nelle opere, principalmente a carattere scientifico o medico, parte aggiunta
al testo principale, dove di solito sono inserite: tabelle, tavole fuori
testo, etc. Oppure: volumi di aggiornamento di opere di carattere enciclopedico.
APPROVAZIONE
Consenso (Guido delle Colonne, volgar., inizio sec. XIV).
Nella terminologia bibliografica il termine assume anche il sinonimo di
Licenza. Sono i permessi che un tempo i R. Revisori della Curia ecclesiastica
o del santo Uffizio davano prima che di stampare o pubblicare un'opera.
Di solito le "Approvazioni" si trovano all'inizio o alla fine
di un libro, il termine si antepone alla dicitura "Con licenza dè
superiori".
ARABESCO
Decorazione a motivi stilizzati senza figure umane (Annibal Caro, ~1556).
Di solito gli Arabeschi sono utilizzati come Finali o Testate tipografiche
[vedi voci] o sono Impressi in Oro o a Secco [vedi voce] sulla Legatura.
ARALDICA
Disciplina che studia gli stemmi, gli emblemi, i distintivi di famiglie,
di comunità o di singole persone. L’araldica interessa il campo
della grafica, in quanto può dirsi una delle prime espressioni di
sistemi comunicativi complessi, coordinati e codificati. La codificazione
si è formata assai lentamente: forme, colori e disegni hanno assunto
nel tempo significati talmente precisi da essere subito compresi. L’araldica
ha origine con le crociate: i capi militari, assai numerosi, adottarono
un simbolo per distinguere i diversi raggruppamenti. I simboli venivano
dipinti sugli stendardi, sulle divise, sulle armi e sugli oggetti più
disparati. Nel tempo si sono diffusi simboli più diversi, adottati
prima dalle famiglie e dai casati, poi dagli ordini religiosi, dalle corporazioni
e da un gran numero di istituzioni e associazioni sia di carattere laico
che religioso. Si è così creata una grande varietà
di forme e di figure che ha reso necessaria la fissazione di una complessa
serie di regole per consentire la comunicazione immediata del significato
contenuto nel simbolo.
ARCHE'
Origine, fondamento e causa, sia in senso logico, sia in senso ontologico:
la filosofia si configura, sin dai suoi esordi, come ricerca dell'arché,
del principio primo da cui tutto ha origine e di cui l'intera realtà
costituisce uno sviluppo (archai sono, per esempio, l'acqua di Talete, le
omeomerie di Anassagora, gli atomi di Leucippo e Democrito). [Dal greco
"ciò che viene prima" "origine"].
ARMA - ARME
Stemma, Insegna (D. Compagni, ~1310-1312) del proprietario del libro. Le
Armi vengono riportate sulla Legatura o sui Frontespizi dei volumi, e stanno
a significare l'appartenenza dei volumi a casati nobiliari o ordini ecclesiastici.
Qualche volta si utilizza anche Arme (arcaico).
ART
DECO
Termine riferito a vari aspetti artistici e culturali sviluppatisi in Francia
negli anni Venti, culminati nel 1925 con l'Exposition Internationale des
Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi. Dal punto di vista
formale, lo stile "déco" eredita alcune caratteristiche
dall'Art Nouveau, soprattutto dallo Jugendstil viennese, accentuandole nella
direzione di un decorativismo di tipo geometrico. Oltre che alle arti figurative
(emblematici del periodo sono i quadri della pittrice Tamara de Lempicka),
il termine "déco" è riferibile alla moda (le creazioni
dei sarti Poiret, Patou, e Chanel), allo spettacolo (i costumi per Josephine
Baker e i Ballets Russes), al design industriale (le automobili Bugatti)
e a tutte le manifestazioni del tempo che si proponevano di diffondere un'immagine
legata ai concetti di eleganza e modernità.
Nel campo delle arti applicate, sull'esempio della Wiener Werkstätte,
L'Art Déco stringe maggiormente i rapporti tra il mondo artistico
e quello industriale. Particolarmente interessanti sono le legature in pelle,
metallo e madreperla realizzate da alcuni artigiani francesi del libro e
i manifesti pubblicitari di Cassandre.
ART NOUVEAU
Vasto movimento artistico nato in Belgio nell'ultimo decennio dell'Ottocento
e diffusosi rapidamente in tutta Europa anche con nomi diversi, quali Modern
Style in Inghilterra, Jugendstil in Germania e in Austria, modernismo in
Spagna.
In Italia, per il prevalere di diffuse ornamentazioni vegetali, è
conosciuto come "stile floreale" o, più frequentemente,
"stile liberty", dal nome di Arthur Lesenby Liberty (1843-1917),
proprietario della ditta inglese Liberty & C., che dal 1875 diffonde
gioielli, tessuti, parati, mobili, decorati con motivi floreali stilizzati
e con composizioni dal segno ondulato e sinuoso.
L'Art Nouveau, nata in contrapposizione allo storicismo ottocentesco e alla
quale non sono estranee influenze di movimenti innovatori come quello delle
Arts and Crafts e dei pittori preraffaeliti, nonché di modelli orientali
(soprattutto giapponesi) e di segni elaborati di origine esoterica, trova
il suo movimento più alto nelle esposizioni di Parigi del 1900 e
di Torino del 1902. Sono soprattutto i campi dell'architettura e della scultura,
nonché quelli di tutte le arti decorative, ad essere fortemente influenzati
per circa vent'anni da questo stile.
ASOLA
Occhiello (Oudin, 1663). Nella terminologia utilizzata per le legature sta
a significare: foro del Fermaglio o della Bindella [vedi voce] da agganciarsi
al bottone o Tenone [vedi voci] fissato sul Piatto [vedi voce] opposto.
ASTUCCIO
Si intende per Astuccio, il contenitore a forma di libro aperto ad uno dei
quattro lati, col Dorso che richiama il materiale utilizzato per la Legatura
del libro.
AUTOBIOGRAFIA
Narrazione della propria vita (M.A. Marchi, Dizionario Tecnico-Etimologico-Filologico,
Milano, 1828-1829).
AUTOGRAFO - AUTOGRAFIA
Scritto di mano dall'Autore (G. Targioni Tozzetti, 1769).
Termine di derivazione francese. Nel significato di autografia: arte con
cui si trasporta scritto o disegno autografo dalla carta su pietra, al fine
di poterne tirare più copie per via di stampa (Diz. Pol., 1849).
AVVICINAMENTO
Voce tipografica: Distanza tra i due lati vicini di Caratteri Tipografici
[vedi voce] affiancati.
BARBA (delle carte, comunemente barbe)
Nella terminologia adottata nel campo bibliografico e tipografico significa:
ineguaglianza dei Tagli [vedi voce] dei libri. Con le pagine, volutamente,
non rifilate e quindi dal bordo irregolare. Nell'accezione artistica del
termine: sono dette barbe le sbavature e i filamenti residui che si trovano
ai margini del solco del bulino.
BARBE (della puntasecca)
Sbavature sui due lati del segno lasciato dall'attrezzo a punta di acciaio
che si impiega nell'incisione a puntasecca. Nella fase di stampa, le barbe
provocano un segno somigliante a quello della matita morbida. Le barbe possono
anche essere tolte con un raschietto; in questo caso il segno assomiglierà
a quello di una matita dura.
BATTITORE
Addetto all'inchiostratura delle forme di stampa. Egli imbeveva un apposito
tampone di cuoio nell'inchiostro, e lo strofinava poi sulle parti in rilievo
della forma. In seguito il tampone fu sostituito per ragioni di precisione
e uniformità d'inchiostratura, da un rullo rivestito di caucciù;
per questo il suo mestiere cambiò il nome in rullatore.
BAUHAUS
Scuola tedesca d'arte applicata e movimento tedesco delle Avanguardie fondato
da Walter Gropius a Weimar nel 1919, che riunisce pittori, ma anche fotografi,
tipografi, architetti e designers. Paul Klee e Kandinsky vi insegnarono
negli anni ‘20. Questa scuola si proponeva di sopprimere le frontiere
che esistono fra l’arte e l’artigianato e di mettere l’arte
a confronto con le esigenze e le tecniche dell’industria.
Vi insegnarono molti dei maggiori artisti mitteleuropei, appartenenti soprattutto
alle correnti "astrattiste" del primo dopoguerra. L'intento della
scuola era quello di fondare una nuova pedagogia e di stabilire un processo
metodologico della progettazione grazie al quale un oggetto potesse avere,
al tempo stesso, forma pregevole e massima funzionalità di impiego.
BAZZANA
Dal volgare Batàna: fodera "pelle assai morbida di pecora, usata
per rilegare i libri" (una citazione precisa è di G.B. Fagiuoli
nel 1742 ~). Nell'accezione più comune del termine nel campo della
legatoria si intende una fodera ai Piatti [vedi voce] di pelle di montone
parzialmente conciata.
BIBLIO...
Tutti i termini che iniziano per biblio sono di origine greca da Biblion:
striscia di papiro.
BIBLIOFILO
Amatore, Conoscitore, Ricercatore e Collezionista di libri (F. D'Alberti
di Villanuova, Dizionario Universale, Critico, Enciclopedico della Lingua
Italiana, Lucca, 1797-1805).
BIBLIOGRAFIA
Tecnica della descrizione sistematica e catalogazione dei libri (F. D'Alberti
di Villanuova, Dizionario Universale, Critico, Enciclopedico della Lingua
Italiana, Lucca, 1797-1805). Il termine bibliografia venne impiegato per
la prima volta nel 1633 dallo scrittore francese Gabriel Naudé (02/02/1600
- 10/07/1653), come descrizione di libri nella sua "Bibliografia Politica".
BIBLIOGRAFO
Esperto di Bibliografia.
BIBLIOMANE - BIBLIOMANIA
Mania di ricercare e collezionare libri, specialmente rari e antichi. Chi
dimostra bibliomania. Termine di derivazione francese (F. D'Alberti...,
opera citata, 1797-1805).
BIFFARE
Porre in bando, dal termine di origine longobarda Wiffa: segno di legittimo
possesso. Nell'accezione artistico-incisoria: operazione con cui si traccia
un segno su di una lastra incisa per impedire la riproduzione di ulteriori
copie.
BINDELLA
Fettuccia, Nastro (T. Garzoni nel 1585). Termine di origine germanica e
longobarda Bindan trad. in legare. Nella terminologia della legatoria: Nastro
o legaccio fissato ai Piatti della Copertina per permettere l'apertura e
la chiusura di un volume.
BISTRO
Inchiostro bruno, assai trasparente, che si ricava dalle fuliggini della
legna combusta. Instabile alla luce. Si utilizza dal 1600 [vedi anche Inchiostro].
BORCHIA
"Capocchia ornamentale di chiodi usati per fissare cuoi [sic!] e tessuti
su mobili, oggetti di arredamento e simili" (A. Firenzuola, ~1643).
Nell'accezione della terminologia utilizzata per la legatoria: protezione
metallica posta sulla coperta di un volume allo scopo di arricchire ed impreziosire
la Legatura oltreché di proteggerla da sfregature o danni.
BOTTELLO
[vedi Tassello]
BOZZA
Prima stesura di un lavoro (Machiavelli, 1511). Prova di stampa di una composizione
tipografica (di solito stampata al solo verso. N. d'A.) usata dall'autore
e dal correttore per le correzioni (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).
BROSSURA - BROCHURE
Termine di derivazione francese brochure e quest'ultimo da brocher: legare.
(Documentato in Francia dal 1718).
Nell'accezione del campo della legatoria: tipo di Legatura [vedi voce] in
cui la copertina è di semplice carta pesante (Panz., Dizionario,
1935).
BRUCO - PORTANASTRI
Nel campo della legatoria sta a significare il cordoncino al quale vengono
cuciti nastri di vario colore, usati come segnalibri.
BRUNITOIO
Nel campo artistico-incisorio sta a significare: uno strumento utilizzato
per modificare o cancellare segni precedentemente effettuati sulla lastra
con il procedimento della mezzatinta. Lo strumento è in acciaio temperato.
BULINO
Dal Longobardo Boro: succhiello. Piccolo arnese in acciaio con punta tagliente
per incidere i metalli (G. Vasari, Vite dè Pittori, 1550, cap. XXXIII).
Con questo procedimento l'incisore intaglia direttamente la lastra metallica
senza l'ausilio di acidi e mordenti.
CALAMAIO
Dal latino Calamus: la canna per scrivere sul papiro e Calamarium: teca
che conteneva i Calami.
CALANDRATURA
Trattamento meccanico a cui si sottopone il nastro di carta successivamente
alla fabbricazione allo scopo di aumentarne la lisciatura e il lucido. Il
trattamento è fatto per mezzo della calandra (che non è in
linea con la macchina continua).
CALCO - CALCOGRAFIA
Copia di un disegno ottenuta calcandone i contorni (G.B. Arnerini, 1587).
Calcografia di derivazione greca Calkos: rame e Grafia: scrittura. Procedimento
a stampa a mezzo di matrici in rame incise in cavo (G. Vasari, 1550).
CALLIGRAFIA
Modo di tracciare i caratteri con segni eleganti e ordinati. Nella civiltà
occidentale la calligrafia si sviluppa, parallelamente alla miniatura, ad
opera dei monaci amanuensi; ne sono testimonianza preziosi codici che recano
originalissime figure e decorazioni. L'arte della calligrafia si sviluppa
nel 1400 e nel 1500 ad opera di artisti come Felice Feliciano, Sigismondo
Fanti, e Ludovico degli Arrighi, che creano e perfezionano modelli di scrittura.
CAMPO
Nella terminologia delle arti legatorie indica la zona centrale del Piatto.
CAPITELLO (superiore e inferiore)
Treccia in cotone o seta colorata che si trova cucita alle due estremità
interne del dorso [vedi voce] della legatura di un volume rilegato (F. Redi,
1698).
CAPOLETTERA - INIZIALE
Iniziale di un capitolo e di un paragrafo. La derivazione del termine capolettera
trae origine dai codici miniati, dove il capolettera, normalmente denominato
iniziale era decorato a mano.
CARAN
D'ACHE
Pseudonimo di Emmanuel Poiré (Mosca 1859, Parigi 1909). Disegnatore
francese di origine russa. Discendente di una famiglia francese stabilitasi
in Russia nel 1812, si trasferisce in Francia dove assume lo pseudonimo
di Caran d'Ache [russo karandash "matita"). Avvia quindi la pubblicazione
di illustrazioni e di caricature per i maggiori giornali francesi. Sua è
la creazione della vignetta senza parole.
CARATTERE TIPOGRAFICO
Segno e in particolare lettera dell'alfabeto (Carattula da Cecco d'Ascoli,
~1327). Piccolo parallelepipedo di metallo (generalmente piombo), un estremità
del quale porta incisa una lettera che serve alla stampa. I primi caratteri
mobili furono utilizzati per la Bibbia ad opera di Gutenberg (~1450). La
terminologia specifica nel campo tipografico riporta per indicare le parti
di un carattere tipografico: Occhio, Spalla, Piede, Forza di Corpo, Avvicinamento,
Tacca, Altezza e Spessore [vedi singole voci].
I primi caratteri tipografici furono modellati su scritture utilizzate nei
codici scritti a mano; Cancelleresco: dalle scritture della
cancelleria romana e dalle scritture in uso nelle case reali italiane; Corsivo:
di derivazione cancelleresca ha le componenti dell'Occhio [vedi voce] inclinate
da destra verso sinistra; Gotico: di derivazione germanica,
è caratterizzato dalla spezzatura delle curve e dall'angolosità
del tratto; Lapidario: di derivazione dalle iscrizioni
romane; Romano: originario dai tipografi Pannartz e Schwanheim.
Successivamente sono stati ideati ed adoperati, caratteri di origine prettamente
tipografica, quali tra i più rinomati Aldino: carattere
corsivo italico introdotto da Aldo Manuzio il vecchio, per la prima volta
nell'edizione del Virgilio del 1501; Baskerville: ideato,
disegnato ed adoperato da Johan Baskerville (1706-1775); Bodoni:
inciso da Giambattista Bodoni, tipografo editore Parmense, fu l'ideatore
di oltre 250 diverse tipologie di caratteri. Il suo "carattere bodoni"
è facilmente distinguibile per la semplicità ed il nitore;
Didot: carattere ideato da Firmin Didot (1764-1836), simile
al carattere bodoniano; Elzeviro: carattere a stampa utilizzato
dagli elzevier (tipografi olandesi attivi dal 1583 al 1713), tale carattere
è di derivazione dal romano antico, caratteristica degli elzeviri
è la particolare numerazione in numeri romani; Garamond:
tipo di carattere inciso da Claude Garamond (1499-1562) fonditore parigino.
Sono numerosissimi, in special modo nel XX secolo, gli ideatori di nuovi
caratteri tipografici.
CARTA
Foglio sottile, flessibile, adatto a vari usi, che si ottiene macerando
e riducendo in pasta umida sostanze fibrose (la prima menzione è
di B. Latini, ~1294). Dal latino Charta. Nel campo bibliografico, librario
e tipografico sta ad indicare il foglio, vale a dire le facciate recto e
verso. Con la produzione libraria si sono diffuse nei secoli numerose tipologie
di carta pregiata quali A Mano: utilizzata dalla metà
ottocento, dunque dalla comparsa sul mercato di carta di produzione meccanica,
per le edizioni di pregio; Bristol: fabbricata originariamente
a Bristol, in Inghilterra, formata da diversi spessori di cartone. Il Bristol,
usato in generale per i biglietti da visita, è servito ad alcuni
pittori come supporto; Canson: carta particolarmente adatta
per il disegno e per edizioni pregiate, fabbricata dalla cartiera francese
Canson & Montgolfier, fondata nel 1557; Collata: trattata
con collatura vegetale; Giappone: carta di fattura solidissima
e fabbricata con piante locali (gampi e mitsumata) a basso contenuto di
colla e a forte assorbenza. La colorazione va dal color avorio fino al grigiastro,
la carta giappone è utilizzata, in special modo in Francia, per le
edizioni di pregio, tale carta è validissima per incidere supporti
iconografici; Goffrata: carta che è stata sottoposta
al processo d'imprimere in essa un disegno decorativo in rilievo. Le carte
goffrate non si possono stampare in tipografia e rotocalco a motivo dell'insufficiente
grado di liscio; Fabriano: La città di Fabriano
fu il primo luogo di produzione della carta in Italia, tale carta è
di grande qualità, ed è ottenuta con paste di prima scelta
collate con gelatina; Kraft: carta gommata utilizzata per
il "cartonnage" parziale, la foderatura, l'applicazione di tiranti
alla tela. Ne esistono diverse grandezze, solitamente si usa quella di 7
cm.; Melinex: carta per il fissaggio. È trasparente
e siliconata sui due lati, resiste bene al calore, all'umidità, ai
grassi ed è antiaderente; Olanda: carta composta
da stracci di qualità, è utilizzata per edizioni di lusso;
Patinata: carta rivestita da una patina che consente di
avere una superficie piana e levigata, e quasi sempre lucida; Pergamena,
Pergamenata: si ottiene mediante il procedimento chimico una qualità
della carta simile alla pergamena naturale; Watman: o anche
carta torchon, è una carta di origine inglese di grana molto fine,
media o grossa, adattissima per l'acquerello.
CARTIGLIO
Motivo ornamentale raffigurante un rotolo di carta in parte svolto, spesso
sorretto da una figura e contenente un iscrizione (G. Vasari, menz. in Vite
dè Pitt., 1550).
Il Cartiglio fu dapprima, nel periodo medievale, utilizzato come mezzo esplicativo
per figure o rappresentazioni simboliche, poi, con l'avvento della stampa
fu utilizzato per lo stesso scopo ma per descrivere, usualmente, le carte
geografiche.
CARTONATO
Dicesi del libro che ha la copertina in cartone.
CARTONE
Si distingue da carta e cartoncini per la grammatura. I cartoncini sono
compresi tra i 200 e 400 gr/mq; i cartoni sono fogli superiori a 400 e possono
raggiungere 1100 gr/mq.
CASSA
[vedi Unghia]
CATALOGARE - CATALOGO - CATALOGAZIONE
Di origine greca Katalogos ordinare da katalegein: scegliere. Voce Catalogo:
elenco ordinato di nomi ed oggetti (menz. da B. Giamboni nel 1292). Nell'accezione
specifica bibliotecaria si intende: Elenco di notizie bibliografiche, creato
(per i cataloghi delle biblioteche) secondo principi uniformi.
CELLULOSA
Principale polimero strutturale del mondo vegetale. Costituisce la sostanza
di sostegno delle pareti cellulari delle piante. Chimicamente è un
polisaccaride appartenente alla classe dei carboidrati, il cui monomero
è costituito da glucosio. È insolubile in acqua e nella maggior
parte dei solventi organici [vedi anche Emicellulosa].
CERNIERA
Attaccatura interna tra i Piatti ed il Volume.
CHAGRIN
Francesismo, traducibile in italiano con la parola zigrino: pelle d'asino,
mulo o capra, utilizzata nella Legatura delle Copertine di un volume.
CHIOSA
[vedi Nota] annotazione marginale.
CINQUECENTINA
Volume stampato nel XVI secolo. Da Cinquecentesco: del sedicesimo secolo
(menz. in G. Baretti nel 1758).
CLICHÈ
Parola francese di origine onomatopeica. Lastra metallica incisa con processi
fotochimici per la riproduzione tipografica di disegni, testi, e fotografie.
(menz. da A. Manzoni nel 1837).
CLIPEO
Voce dotta dal latino Clipeum e di probabile origine etrusca. Nell'accezione
generale del termine: scudo di rame grande e rotondo (menz. da I. Nardi
nel 1547). Termine derivato dall'arte bizantina (in pratica un cerchio dove
veniva riprodotta l'icona del Cristo imberbe). Nell'accezione puramente
legatoriale o incisoria, sta a significare un'icona (qualsiasi) riprodotta
in un medaglione rotondo, (nella Legatura di un libro il Clipeo lo si trova
sul Piatto anteriore).
CODICE
Dal latino Codice[m], da caudice[m]: tronco d'albero, poi tavoletta spalmata
di cera, sulla quale si scriveva. Libro manoscritto (da Biblia volgar.,
~XIV sec.).
COLLA ANIMALE
Prodotto di idrolisi del collagene, cioè del costituente proteico
contenuto nelle pelli, nei tessuti connettivi e nelle ossa degli animali.
Sciolta in acqua calda, costituisce con il supporto un efficace legame adesivo
la cui resistenza è determinata dal rapporto colla-acqua.
COLLA DI FARINA
Antica colla che si preparava con farina di grano integrale che è
stata utilizzata fino ai primi del 1900. Questo adesivo spesso procura danni
causando vistose macchie alla carta delle stampe antiche su cui è
stata applicata; si riconosce facilmente per il suo colore grigio-brunastro,
per il suo considerevole spessore e sopratutto per la sua distribuzione
poco uniforme e con presenza di grumi, si può asportare con un adeguato
restauro.
COLLANA
Serie di opere con caratteristiche comuni, pubblicate con la medesima veste
tipografica dallo stesso editore (menz. da T. Porcacchi, 1569). Termine
di derivazione metaforica dal paragonare la "serie di opere letterarie"
ad una serie di gioielli legati insieme (cfr. n° 21 e 22 di Lingua Nostra,
1970).
COLLAZIONE - COLLAZIONARE
Voce di origine latina Collatione[m] da Collatus part. passato di conferre:
portare insieme. "Confronto, comparazione" (menz. da M. Villani
nel ~1363). Nell'accezione bibliografica il termine indica: operazione atta
a rilevare gli aspetti fisici o materiali del libro a stampa. Formato [vedi
voce], Registro [vedi voce], Pagine, etc.
COLOFONIA
Resina estratta dal pino. Nella produzione della carta viene usata come
colla mescolata alla pasta prima della fabbricazione del foglio.
COLOPHON
Dal greco Kolophon: estremità, compimento, righe finali. Annotazione
posta alla fine di un volume, nella quale è indicato l'autore, il
titolo dell'opera, il luogo e la data di pubblicazione. Il primo volume
stampato con il C. fu il Salterio di Magonza. Fino all'inizio del XVI secolo,
i volumi stampati non riportavano il Frontespizio [vedi voce] e le note
complete erano situate appunto al C. Oggi ancora in uso per ogni pubblicazione
stampata (di solito sui libri moderni, si preferisce usare l'accezione,
"note tipografiche"). In tipografia indica la disposizione del
testo a piramide rovesciata.
COLORE (storia del)
I primi colori utilizzati in pittura (epoca preistorica) furono il rosso
(ossido di ferro) e il nero (carbone). L’azzurro risale all’antichità,
il rosso vermiglio (solfuro di mercurio) e il verde al Medioevo. Fino al
Rinascimento, il pittore dispone di una trentina di toni puri. Nel XV secolo
si cominciano a mischiare i colori. Con la rivoluzione industriale, i progressi
della chimica permettono la fabbricazione di numerosi coloranti sintetici
a buon mercato.
COLORI
COMPLEMENTARI
Ogni colore primario ha il suo colore complementare: è il colore
secondario nella cui composizione esso non entra. Il colore complementare
del rosso è dunque il verde; quello del giallo, il viola; quello
dell’azzurro, l’arancione. Vedi anche colore, colore (uso del),
colore locale, colori primari, colori secondari o binari, colori terziari.
COLORI PRIMARI
Sono il giallo, il magenta e il ciano. Sono gli unici colori materiali capaci,
se "mescolati" in quantità diverse tra loro, di riprodurre
qualsiasi sensazione colorata ottenibile a mezzo stampa. Alla stampa dei
tre colori primari si deve aggiungere il nero.
COLORI SECONDARI o BINARI
Colori risultanti dalla mescolanza di due colori primari. I tre colori secondari
sono l'arancione (rosso + giallo), il viola (rosso + azzurro) e il verde
(giallo + azzurro). Vedi anche colore, colore (uso del), colore locale,
colori complementari, colori primari, colori terziari.
COLORI TERZIARI
Colori risultanti dalla mescolanza di colori primari e colori secondari.
Tra i colori terziari rientrano l'ocra ed il verde oliva.
COMPOSITORE
Addetto alla composizione dei caratteri di stampa. Davanti al testo da comporre,
estraeva dai singoli cassettini i caratteri, i simboli e gli spazi, disponendoli
in ordine sul righello compositoio. Completata una riga, la trasferiva su
un piano, detto vantaggio, dove veniva progressivamente a formarsi la pagina
in piombo. Ultimata la pagina, ne preparava altre fino a raggiungere il
numero necessario, a seconda che si trattasse di volumi in folio, in quarto,
in ottavo e così via, per ottenere una forma di stampa. Le forme
erano poi compattate in un telaio tramite l'inserimento di cunei. Dopo la
tiratura delle bozze, al compositore spettava di apportare le modifiche
al testo composto. Gli orari di lavoro del compositore variavano nel corso
dell'anno, in conseguenza dei cambiamenti della luce solare; i suoi ritmi
di lavoro prevedevano (tra Cinquecento e Seicento) da 1000 a 1800 caratteri
composti all'ora.
CONTRAFFORTE - CONTRAFFORTI
Rinforzo del Dorso [vedi voce].
COPERTA - COPERTINA
"Cartone che copre il libro rilegato" da Coverta (menz. 1322,
Breve dell'ordine del mare di Pisa). Nell'accezione più moderna del
termine: parte della Legatura [vedi voce] che riveste Piatti [vedi voce]
e Dorso [vedi voce].
COPYRIGHT
Diritto di Autore. Parola inglese.
CORNICE
Ciò che delimita, abbellisce o mette in risalto qualche cosa, anche
figurata (da N. Tommaseo, B. Bellini, Dizionario della Lingua Italiana,
1865). Nell'accezione specificamente tipografica: Fregio Decorativo che
inquadra alcune pagine dei manoscritto o dei libri a stampa. Esistono due
tipologie di cornici: aperta e intera.
CORPO
(tipografico)
Carattere tipografico (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).
Più specificamente: lo spessore del fusto di un carattere.
CORPUS
Raccolta completa e ordinata di opere letterarie, giuridiche e simili (da
A. Panzini, Dizionario Moderno, 1905). Parola latina.
CORREGIUOLA
Striscetta di nastro sulla quale si cuciono i fogli del libro, e quindi
si incastrano al cartone della copertina.
COSTOLA
(Dorso di un libro da N. Tommaseo, 1841) più specificamente è
l'attaccatura esterna tra i Piatti ed il Dorso.
CRIBLE'
Questo termine deriva dalla fitta puntinatura prodotta da strumenti incisori
che rende il fondo della lastra da stampa simile ad un setaccio, questa
consente di ottenere stampe da matrici inchiostrate a rilievo.
CROMOLITOGRAFIA
Litografia a colori (da Tommaseo, Bellini, Dizionario della Lingua Italiana,
1865). Sistema di riproduzione litografica ideato da G. Engelmann nel 1837.
Tale sistema consiste nel sovrapporre immagini, tracciate in diversi colori
e su diversa matrice, su di un singolo foglio allo scopo di ottenere sfumature
cromatiche.
CRONOLOGIA
Ordinamento in successione di tempo di determinati avvenimenti (menz. da
V. Borghini nel 1580).
CUFFIA
E' la parte arrotondata del dorso.
CUL (o CULS) de LAMPE
Fregio in fine di capitolo.
CUM PRIVILEGIO
Autorizzazione a pubblicare la stampa con il diritto di perseguire eventuali
contraffattori.
CUOIO
Alcuni tipi di cuoio sono: la bazzana, il marocchino, il bulgaro o di Russia,
lo zigrino o chagrin, la pergamena, volgarmente detta carta pergamena.La
bazzana, pelli di montone conciate al tannino, morbide pieghevolissime,
adatte per fodere, interni di portafogli, per pantofole e simili.Il marocchino,
cuoio fino, morbido; si prepara con pelle di montone o di capra, con concia
vegetale; tinto o no è usato per lavori di pelletteria e legature
di libri.Il bulgaro o di Russia, preparato in Russia con pelli di cavallo,
di vitello, di capra, conciato con corteccia di betulla, di salice, di pino
e poi imbevuto con catrame di betulla, che conferisce profumo gradevole
e conserva a lungo; è un tipo di cuoio molto forte e impermeabile.Lo
zigrino o chagrin, tipo di cuoio con leggera concia al tannino o all’allume,
con grana a prominenza; è usato prevalentemente per lavori d'alto
artigianato d’arte.La pergamena, non è da considerarsi un vero
cuoio, ma la pelle conciata, stirata su telai, seccata con piccole quantità
di glicerina e solforicinati, che la mantengono morbida. Le qualità
più fini servono per diplomi, legature di libri, ecc.; per renderle
adatte alla ricezione di inchiostri vengono ricoperte dopo seccate, di appretti
a base di colla di pesce. Le qualità grossolane, fatte con pelli
d’asino, di maiale, di vitelli grossi, levigate a pomice e apprettate,
servono per tamburi, timpani.
DA, D'APRES, AFTER
Nelle stampe antiche precede il nome dell'autore dell'opera che l'incisore
ha ricopiato.
DATA
Anno di pubblicazione del volume.
DECOUPAGE
Tecnica pittorica che consiste nel ritagliare le forme da un pezzo di carta
per applicarle su un'altra superficie e formare così un collage.
[Dal francese découper "tagliare", "tranciare"].
DEDICATORIA
Dedica di un libro ad una persona (menz. da F. Doni nel 1574).
Dal latino de-dicare: dire solennemente. Di solito la dedicatoria viene
posta all'inizio di un'opera. I libri fino al XVIII secolo erano in genere
dedicati a persone che ricoprivano cariche illustri.
DELINEAVIT - DEL. - DELT. - DELIN.
Nelle stampe antiche precede o segue il nome dell'autore del disegno che
l'incisore a usato come modello. [Dal latino "disegnò"].
DENTELLE
Voce francese corrispondente al termine italiano merletto velo o tessuto
a punti radi, a nodo ed intrecci svariatissimi, utilizzato di solito per
ornamento (menz. in G. di Santa Maria, 1687).
Nell'accezione libraria è un termine legato alle copertine di un
libro, in particolare è l'ornamento che si trova sui Piatti [vedi
voce] ai bordi esterni della copertina.
DIDASCALIA
Dal greco didaskalia: istruzione, insegnamento. Nel campo librario sta a
significare Titolo (inteso come titolo di un'opera, dei capitoli, dei paragrafi,
etc.).
DISINCHIOSTRAZIONE
Trattamento che, attraverso separazione per flottazione delle particelle
di inchiostro secco, ricicla la carta stampata per poterla riutilizzare
nel processo di fabbricazione di carta bianca.
DISPENSA - FASCICOLO
Numeri di una pubblicazione periodica (da U. Foscolo, 1814). Termine di
derivazione francese fascicule si diffonde in Italia dall'inizio del XIX
secolo.
DORATO
Per quanto riguarda un libro, corrisponde all'estremità delle pagine,
tagliate e pari, decorate in oro.
DORSO
La parte della legatura a cui si applica la cuciture e che reca spesso il
titolo e l’editore. Striscia che unisce i due Piatti di una Copertina
di un libro (F. D'Alberti..., opera citata, 1797-1805).
DUCTUS
Nella scrittura, indica il movimento esercitato nel tracciare le lettere
e che determina la direzione del tratto. Il disegno del ductus dipende dallo
strumento usato e dalla materia del supporto scrittorio. [Dal latino, letteralmente
"tracciato"].
DUERNO
Foglio di stampa di due carte, complessivamente 4 pagine o facce.
ECHOPPE
Strumento usato per l'incisione all'acquaforte, costituito da un manico
di legno e da una punta di metallo obliqua che permette di variare il segno
variando l'inclinazione della punta.
EDITORE
Derivato dal verbo editare, dal latino edere: dar fuori.
Si intende per editore: "studioso che cura la pubblicazione di un'opera
altrui" oppure "chi pubblica libri, riviste e sim." (da L.A.
Muratori, 1750). In una stampa solitamente il suo nome si trova nel margine
inferiore al centro subito sotto l'immagine seguito da exc. che sta per
excudit, imp. che sta per impressit, div. che sta per divulgavit, ecc.
EDIZIONE
"Pubblicazione di un'opera nuova o di successivi rifacimenti di essa,
in un certo numero di copie" (menz. da T. Tasso nel 1575).
D'Autore: edita a spese dell'autore; Purgata:
dove sono tagliate dalla censura le parti più oltraggiose; Bilingue:
testo edito in lingua originale e traduzione a fronte; Integrale:
edizione senza tagli censori; In Brossura: edizione con
la Legatura in Carta o Cartoncino leggero [vedi Brossura]; Ad Personam:
edizione dove ogni copia pubblicata è dedicata a una singola persona;
Anastatica: edizione che riproduce in facsimile un'edizione
precedente; Ancipite: edizione senza note tipografiche;
Anonima: edizione nella quale non viene pubblicato l'autore;
Critica: edizione che, attraverso un lavoro di ricostruzione
documentato dall'apparato critico, tende a presentare il testo di un opera
nella forma più simile a quella concettualizzata dall'autore; Fuori
Commercio: edizione non messa in vendita; Figurata:
edizione con figure; Limitata: edizione in un ristretto
numero di esemplari; Di Lusso: edizione rivolta agli appassionati
bibliofili, particolarmente curata in tutto il suo apparato estetico; Numerata:
edizione limitata a copie numerate progressivamente; Originale
o Prima Edizione o Editione Princeps:
Prima pubblicazione di un'opera a stampa riproducente il manoscritto dell'autore
o il testo da lui approvato; Postuma: edizione pubblicata
dopo la scomparsa dell'autore.
EFFEMERIDE
Libro nel quale un tempo si annotavano i fatti che accadevano giorno per
giorno (da Efemeride menz. da S. Speroni, 1588).
Voce di derivazione greca da: Ephemeris, Epi (con valore distributivo),
hemera (giorno).
ELZEVIRO
Carattere tipografico di stile romano utilizzato dai tipografi Elzevir di
Amsterdam, oppure articolo d'argomento artistico, storico letterario che
un giornale pubblica in apertura di terza pagina (da Panzini, Dizionario
etc., 1931). La seconda accezione del termine prende origine dal carattere
tipografico degli "elzevir" con il quale venivano stampate le
III pagine del giornale.
EMBLEMA
Segno grafico che rappresenta un'idea o una comunità, in qualche
caso accompagnato da una sentenza. L'origine del termine deriva dalla collocazione
di piccole decorazioni entro altre più grandi, per esempio la parte
centrale più elaborata di un pavimento, oppure un rilievo di metallo
nobile inserito in una coppa o in un piatto decorati.
EMICELLULOSA
Sostanza simile alla cellulosa per struttura chimica ma più facilmente
soggetta ad idrolisi ed ossidazione [vedi anche Cellulosa].
EPITOME
Compendio di un'opera vasta (menz. da P. Collenuccio, 1504).
Termine derivato dal verbo epitomare: compendiare. Voce di derivazione latina
Epitome[m] da epi-temnein: tagliare in superficie.
ERBARIO
Volume in cui sono descritte piante, soprattutto medicinali e le loro proprietà
(da P. Mattioli, 1577).
ERRATA
CORRIGE
Tavola che segnala gli errori di stampa di un libro, inserita in esso (da
D. Bartoli, 1655).
ESEMPLARE (vedi anche Libro)
Copia di un documento, nel caso particolare di un documento a stampa. Al
termine esemplare si sottintendono numerose definizioni specifiche, tra
le quali: Con Barbe; Dorato; Infinestrato: esemplare restaurato con rinforzi
in carta ai margini esterni dei fogli; Interfoliato: esemplare dove tra
due fogli stampati sono stati inserite due carte bianche; Intonso: esemplare
ancora non rifilato al margine, o più specificamente esemplare ancora
non aperto alle attaccature esterne dei fogli, dunque esemplare mai utilizzato
per studio o per lettura; Marginoso: esemplare che ha larghi margini bianchi
intorno al testo stampato; Membranaceo: esemplare scritto o stampato su
Pergamena. [vedi voci].
ESTRATTO
Riproduzione di un atto o di un documento pubblico (menz. da M. Ricci, ~1610).
Dal latino extrahere: trarre fuori.
EXC. - EXCT. - EXCUDIT
Nelle stampe antiche indica l'editore o anche l'esecutore nel caso appaia
un altro nome in qualità di editore. [Dal latino "dette alla
luce" nel senso di "pubblicò"].
EX LIBRIS
Voce latina che letteralmente significa "dai libri di". Nell'accezione
più specifica del termine: nota scritta o cartellino incollato nell'interno
della copertina o sul Frontespizio, con il nome o le iniziali del proprietario,
spesso con fregi e motti (da C. Lozzi, 1881).
EXPLICIT
Finisce, svolgere. [latino Liber explicitus: libro svolto sino alla fine,
libro letto].
EXPERTISE
Termine francese, più usato del corrispondente italiano autentica.
È il documento rilasciato e firmato da un esperto, comprovante l’autenticità
o meno di un’opera d’arte e di un libro. Se non è possibile
precisare la paternità dell’opera, nell’expertise viene
indicato almeno il periodo o la scuola a cui questa appartiene.
L’uso dell’expertise risale alla fine dell'Ottocento e notevole
è la sua influenza sul valore commerciale dell'opera.
FACCIA - FACCIATA
[vedi Pagina]
FACIEBAT
- FECIT - FECT. - FEC. - F.
Termine che appare nelle stampe preceduto dal nome dell'ideatore quando
questo è anche l'incisore della lastra. [Dal latino "ha fatto"].
FACSIMILE
Imitazione o copia esatta, impressa o incisa, di scritto, o normalmente
riproducente manoscritti. Voce pseudolatina di provenienza inglese [vedi
W. Scott].
FASCI
Nel campo legatorio: Filetti [vedi voce] paralleli impressi utilizzando
una sola rotella.
FERMAGLIO
Borchia di pelle o di metallo utilizzata per chiudere i Piatti di un libro
dal lato esterno al Dorso.
FERRO (legatura a ferri)
Si intende per Ferro lo strumento metallico usato per imprimere decorazioni
a secco sulla copertina di un libro.
FILETTO
Nell'accezione legatoria è il motivo decorativo ottenuto con l'uso
della Rotella [vedi voce].
FILIGRANA
Marchio, disegno, che si rivela osservando in controluce la carta (da Fanfani
Rigutini, Vocabolario, 1882). La carta utilizzata per la stampa dei volumi
fino all'inizio del XIX sec., dunque fino all'avvento della carta di produzione
meccanica, riportava quasi sempre l'insegna filigranata della cartiera.
FINALINO
Sono le decorazioni, le linee, ed i caratteri ornamentali, posti a fine
di un capitolo, o di un libro.
FIORITURA
Macchia di umido, ossido e sim. (da G. Targioni Tozzetti, 1769).
FLESSOGRAFIA - STAMPA FLESSOGRAFICA
Procedimento di stampa diretto che fa uso di una forma da stampa rilievografica
costituita da gomma o lastre fotopolimeriche. Fa uso di macchine rotative
pluricolari alimentate a bobina. E' impiegato soprattutto per la stampa
di imballaggi flessibili. E' adatto alla stampa su carta e su laminati plastici
o accoppiati. E' utilizzato anche per la stampa di quotidiani.
FODERARE - FODERA
Termine utilizzato nel restauro delle carte di un libro, quando si rafforzano
tali carte con fogli di carta impastata.
FOGLIO
Pezzo di carta di formato, spessore e dimensioni variabili per usi diversi
(menz. da C. Angiolieri nel 1313). In particolare pagina di stampa (menz.
da T. Tasso nel 1591). Dal latino foliu[m]: foglio.
FOGLIO DI GUARDIA - SGUARDIA
Foglio bianco, o decorato (talvolta marmorizzato) inserito tra la Legatura
di un libro ed il libro stesso.
FONDO
Nel campo bibliotecario: In Biblioteca, un insieme di documenti, riuniti
per la loro omogeneità di argomento o provenienti da una stessa donazione.
FORMA - FORMATO
Nell'accezione tipografica: cavità racchiusa da pareti regolabili
e dalla matrice, in cui si immette la lega fusa per ottenere caratteri mobili,
linee intere, stereotipe (menz. da T. Garzoni nel 1585).
Nell'accezione bibliografica per forma si intende la dimensione del libro
secondo la piegatura dei fogli. Formato: dimensione fisica del libro, le
dimensioni prendono il nome dalle piegature dei fogli di carta. In folio:
oltre 38 cm.; In 4°: da 28 a 38 cm; In 8°: da 20 a 28 cm.; In 16°:
da 15 a 20 cm.; In 24°: da 10 a 15 cm; In 32°; In 64°, In 128°
etc.
FORZA DI CORPO - CORPO
Nella terminologia tipografica: distanza massima tra la parte inferiore
e superiore delle lettere (la dimensione di queste ultime).
FOTOTIPIA
Procedimento meccanico nel quale, dalla negativa fotografica, si ricava
la matrice su lastra di metallo sensibilizzata (da Tommaseo Bellini. 1861).
Parola di derivazione greca Photo: luce.
FOXING
Macchie gialle o brune che si manifestano sulla carta. Sono probabilmente
causate dallo sviluppo di un microrganismo. [Dall'inglese " fox"
volpe, per il suo colore].
FUNGO
Organismo simile alle piante ma privo di clorofilla, incapace, dunque, di
trasformare l'anidride carbonica in sostanza organica.
FRATE
Pagina di foglio rimasta in bianco per inavvertenza del tipografo.
FREGIO
Ornamento, termine utilizzabile sia nell'accezione legatoriale, sia nell'accezione
dell'abbellimento estetico del supporto tipografico di un libro. Dal latino
phrygium.
FRONTESPIZIO
[latino Frons e Specere: Fronte e Guardare].
E’ la prima pagina stampata e che contiene autore, titolo, editore
o stampatore, luogo e data di stampa e, spesso la marca tipografica (logo).
Il primo esempio di frontespizio si ha nel Calendario di Regiomontano (autore)
del 1476 e successivamente da frontispicio, menz. da P. Sarpi, 1619.
FROTTAGE
Procedimento che consiste nel riprodurre il rilievo di un oggetto (una moneta,
un pezzo di stoffa o di cartone ondulato, ecc.) stropicciandolo attraverso
un foglio di carta in maniera da far apparire la sua forma. Il frottage
usato in principio dai bambini è stato utilizzato per la prima volta
nel 1925 dal pittore Max Ernst. Altri surrealisti useranno questa tecnica,
incorporando l'oggetto così trasposto in una composizione grafica
(collage, pittura, disegno).
FUSAGGINE
Materiale da disegno fabbricato a partire da un carbone di legno friabile
e semicarbonizzato. I tipi di legno usati più frequentemente oltre
alla fusaggine sono il salice, il tiglio, la betulla, il noce e il prugno.
La fusaggine esiste sotto forma di gessi, di matite e bastoncini. L’uso
della fusaggine risale alla preistoria.
FUSTELLO
Forma di filetti d'acciaio riproducenti una determinata sagoma con cui si
incide e taglia carta, cartoncino, etc.
FUTURISMO
Movimento artistico e letterario italiano fondato a Parigi da Filippo Tommaso
Marinetti con la pubblicazione su "Le Figaro" del 20 febbraio
1910 del "Manifesto del Futurismo", in cui viene esaltata la vita
moderna, la velocità e la guerra, in contrapposizione all'accademismo
e alla stagnazione regnante in campo artistico. Il movimento ottiene l'adesione
immediata di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini
e altri artisti e letterati italiani ed europei. Le esperienze degli aderenti
al movimento futurista si dirigono anche verso il campo della comunicazione
scritta e dell'arte tipografica. Il movimento futurista ebbe vasto seguito
in tutta Europa e da esso presero avvio, in larga misura, molti dei successivi
movimenti d'avanguardia.
GESTALT
Termine tedesco che significa "figura", "forma", "struttura",
entrato nell'uso italiano per designare la psicologia della forma.
GLOSSA
[vedi Nota] annotazione al testo, marginale o fra le righe, di tradizione
biblica e giuridica.
GOFFRAGE
Nelle prime prove delle incisioni, l'effetto di bassorilievo che si vede
al verso del foglio.
GOLA
Termine legatoriale "scanalatura, eseguita all'interno o all'esterno
del Piatto" destinata ad accogliere il nervo per non produrne l'affioramento
nella copertina.
GOMMA ARABICA
Sostanza ricavata dalla resina di varie specie di Acacia diffuse nel Medio
Oriente, ha una leggera colorazione giallo-bruna. In Litografia se ne sfruttavano
le qualità idrofile per aumentare l'assorbimento di acqua delle parti
non disegnate della matrice di pietra. Nelle stampe antiche è spesso
presente a seguito di qualche piccolo restauro sommario; questo adesivo,
utilizzato fino ai primi del'900, produce delle macchie sull'opera che fortunatamente
si possono eliminare con un intervento di restauro.
GORA - ALONE
Traccia di sudicio.
GOUACHE
Tecnica pittorica il cui legante è la gomma. La gouache si basa sull'utilizzo
di pigmenti mescolati con vari tipi di bianco: d'argento, di zinco, di piombo,
di gesso. L'effetto è opaco e coprente.
GRAFFA
Nella Legatura di un libro è una parte del Fermaglio [vedi voce].
GRAMMATURA
Peso della carta espresso in grammi e riferito all'area di un mq (metro
quadro).
GRANA
Termine che definisce la superficie di una carta e anche della pelle marocchino
(nelle descrizione delle legature). Generalmente, una carta molto liscia
al tatto, di grana finissima, sarà apprezzata per la pratica della
pittura a guazzo; in compenso, una carta più rugosa, di grana più
spessa, è molto indicata per l'acquerello.
GRANITURA
Azione attraverso la quale si rende leggermente rugosa la superficie liscia
di una pietra litografica. La granitura della pietra litografica si ottiene
strofinando l'una contro l'altra due pietre della medesima qualità,
tra le quali è stata sparsa sabbia finissima impregnata d'acqua.
GRECA
Motivo ornamentale, costituito da elementi geometrici che si ripetono in
modo costante.
GROTTESCHE
Nome dato alle pitture fantastiche e oniriche scoperte in Italia nel XV
e XVI secolo nelle rovine (chiamate grotte) risalenti all'antichità.
Per estensione, si designa col nome di pittura grottesca ogni opera d’ispirazione
fantasmagorica o stravagante.
KENAF
Pianta annuale usata come fonte di materia prima fibrosa. E' un arbusto
che cresce con facilità anche in terreni poveri d'acqua.
IBIDEM - IBID.
"Nello stesso luogo" riferito all’identità e alla
posizione del testo citati in precedenza.
Citazione che si riferisce alla stessa pagina cui si è fatto riferimento
nella citazione precedente.
ICONA
Termine derivato dal greco "eikôn", immagine. Si tratta
di immagini pie dipinte su un supporto di legno, caratteristiche dell'arte
bizantina. Ritroviamo una tradizione di pittori di icone nei Paesi in cui
la religione ortodossa è fortemente rappresentata: Grecia, Russia,
ecc.
ICONOGRAFIA
Questo termine designa oggi una disciplina che s’interessa a tutte
le immagini relative a un soggetto (dipinti, disegni, fotografie, incisioni,
riproduzioni, ecc.). Ma, nel suo senso primo, l'iconografia è più
esattamente lo studio descrittivo delle rappresentazioni di un uomo famoso.
Per esempio, l'iconografia di Luigi XVI studia l'insieme dei suoi ritratti,
in pittura, in incisione, ma anche sulle monete.
IDEM - ID.
"Lo stesso", nelle note bibliografiche, quando vengono citate
opere diverse di uno stesso autore nelle note successive alla prima nota,
invece di ripetere il nome dell'autore, si usa Id. oppure Idem, seguito
dal titolo dell'opera
I.E.
Dal Latino "Id est" così è, cioè.
IFA
Unità filamentosa che compone il micelio del fungo.
IGROSCOPICITA'
Attitudine di un corpo o di una sostanza a subire mutamenti di aspetto o
dimensione in seguito all'assorbimento di umidità.
IGROSCOPICO
Proprietà di una sostanza o miscela di sostanze capaci di assorbire
acqua sia allo stato liquido che allo stato gassoso.
IMBRACHETTATURA
Intervento attuato sulla piega del foglio, per mezzo di strisce di carta,
per equilibrare lo spessore del Dorso e quello dei fogli del libro.
IMPAGINAZIONE
Lavoro del tipografo che ordina i vari elementi di uno stampato formando
le pagine (menz. da G. Carducci nel 1895).
IMPENSIS
Analoga a "sumptibus" e "aere", si trova associata al
nome latinizzato al genitivo della persona che finanzia una pubblicazione.
[Dal latino, dal verbo "impendere" ossia spendere].
IMPRESSIT - IMP.
Nelle incisioni precede il nome dello stampatore. [Dal latino "stampò"].
IMP. LITH.
Nelle litografie precede il nome dello stampatore. [Dal latino "stampò
litograficamente"].
IMPRIMATUR
Voce latina che in italiano significa letteralmente "Si Stampi".
Formula della licenza di stampare un libro sottoposto all'autorità
del censore religioso (da Tommaseo Bellini, 1865).
IN. - INV. - INVENIT - INVENTOR
Abbreviazione posta sulle incisioni litografiche o calcografiche per indicare
il nome dell'ideatore del disegno (che può essere diverso da quello
dell'incisore).
INC. - INCID. - INCIDIT - INCISOR
Abbreviazione posta sulle incisioni litografiche o calcografiche per indicare
il nome dell'incisore del disegno (che può essere diverso da quello
dell'ideatore del disegno stesso).
INCHIAVARDATA
Lettera alfabetica con tratti comuni a un'altra, oppure inscritta in una
più grande. Lettere inchiavardate si trovano soprattutto nei manoscritti
medievali, in particolare nelle iniziali.
INCHIOSTRO
[Dal latino Encaustum o Atramentum: bruciato]. I primi inchiostri erano
soluzioni a base di fuliggine e legno bruciato [vedi anche Bistro].
Inchiostri metallo-gallici: tipo di inchiostri utilizzati
a partire dal sec. XII. Ne esistono numerose ricette, solitamente a base
di acido gallico, solfato di ferro o di rame e gomma arabica. Freschi sono
di un colore grigio scuro, tendente al viola; invecchiando vanno dal bruno
cupo all'arancio chiaro. Degenerano rapidamente e, a causa della loro acidità,
distruggono le fibre della carta corrodendole.
INCIPIT
Voce latina che tradotta letteralmente significa: comincia, avvolgere. Parola
iniziale del proemio o l’inizio degli antichi codici manoscritti.
Il suo uso scompare agli inizi del 1500.
INCISIONE
Arte di disegnare in incavo su una lastra di rame o altro materiale per
ricavarne delle riproduzioni a stampa (da Tommaseo Bellini, 1869). Dal latino
in caedere: tagliare. Oltre che incisioni in cavo sono possibili anche incisioni
in rilievo.
INCISORE
Che esegue l'incisione di una lastra da utilizzare come matrice per la stampa
di immagini. In una stampa solitamente il suo nome si trova nel margine
inferiore a destra subito sotto l'immagine seguito da inc. che sta per incidit,
sculp. che sta per sculpsit, fec. che sta per fecit, ecc.
INCORNICIATO
Si utilizza il termine quando le pagine a stampa o le figure di un libro
sono abbellite all'esterno da una cornice incisa. Termine utilizzato anche
nel campo della legatoria quando la cornice è impressa sui Piatti
[vedi voce].
INCUNABOLO
[latino In Cuna: in culla]. E’ il libro stampato sino al 31
dicembre 1500. Voce derivata da C. Van Benghem nel 1688: Incunabula tipographyca.
Il termine fu usato per la prima volta nel 1639 da Von Mallinckrodt nel
suo trattato “De Ortu et Progressu artis typographicae”. In
tutto il mondo si conoscono 450.000 incunaboli, dei quali 110.000 in Italia.
INDICE - METTERE ALL'INDICE
Elenco ordinato dei capitoli o delle parti di un libro per agevolarne la
ricerca (menz. in L. Ariosto, 1532). Mettere all'indice: porre un'opera
nell'indice dei libri proibiti [vedi voce e anche in Tommaseo Bellini].
INDICE DEI LIBRI PROIBITI
Accanto a questa forma di censura, la Chiesa provvide anche a pubblicare
un indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorium), un catalogo
di testi di varia natura i cui contenuti erano contrari all’ortodossia,
all’autorità del Papa e dei Vescovi oppure sconsigliabili moralmente.
Si trattava anche questo di un particolare provvedimento per contenere la
diffusione dell’eresia luterana attraverso testi stampati con il nuovo
metodo dei caratteri mobili di Gutenberg.
INIZIALE
- CAPOLETTERA
Lettera intesa come la prima di un libro, di un capitolo o di un paragrafo.
Talvolta le iniziali danno un notevole apporto alle qualità artistico
tipografiche di un libro. Tra le diverse tipologie di iniziali, con valenza
artistica troviamo Figurata: iniziale con lettera composta
di personaggi o animali che stilizzati compongono la lettera; Filigranata:
iniziale inserita in arabeschi; Fiorita: iniziale abbellita
da decorazioni vegetali; Istoriata: quando all'interno
dell'iniziale viene riprodotta una scena; Decorata: iniziale
abbellita da elementi ornamentali; Parlata: quando l'iniziale
del testo, abbellita da una scena, riproduce in quest'ultima anche la visualizzazione
iconografica del testo scritto; Zoomorfa: lettera che riproduce
le sembianze di un animale. [vedi voci].
INSEGNA - INSEGNA FIGURATA
Dal latino insigne: contrassegno. Il Logo di un tipografo, [vedi anche Marca
(tipografica)].
INTERFOLIARE
Interporre, tra i fogli di un libro, fogli bianchi per aggiunte, correzioni,
o a scopo protettivo nei riguardi delle illustrazioni (Fanfani 1863).
INTESTATURA
Da intestazione: Titolo, intitolazione, inscrizione (Fanfani, voce di origine
toscana).
INTONSO
Libro di cui non sono state ancora tagliate le pagine nei tre margini (testa,
piede e davanti) (da V. Monti, 1809). Voce di derivazione latina da In (non)
tonsum (tosato).
INVENIT - INVENTOR - INV.
Nelle stampe segue o precede il nome dell'autore dell'opera riprodotta,
quando questo è diverso dall'incisore. [Dal latino "ideò"].
LABBRO
Superficie dello spessore dei Piatti [vedi voce].
LAVIS
Procedimento utilizzato nell’acquerello, che consiste nell’applicare
in un solo strato uno o più colori. Essi possono essere stesi in
tinte piatte (uniformi), in sfumature o in modo sfumato. Il termine lavis
può anche indicare un disegno a matita lumeggiato da un colore ad
acquerello.
LEGATURA
Arte e tecnica di riunire insieme le varie Segnature [vedi voce] di un'opera
per costituire il volume e dargli una veste più elegante e duratura
(menz. da Alamanno Rinuccini nel 1499). Dal latino Ligare: legare. Tra le
legature di maggior pregio artistico utilizzate fino al XIX secolo troviamo,
A Borsetta: utilizzata per i volumi massimo in 16°
nel XV e XVI secolo; A Cammeo: utilizzata specie nel XVI
sec., su tale Legatura è inserito un Clipeo [vedi voce] sui Piatti;
A la Du Seuil: sono le legature nelle quali i patti sono
incorniciati in una duplice o triplice filettatura, con stemma all'Arme
[vedi voce] inciso al centro del Piatto e con Angoli [vedi voce] decorati
in oro; A Secco: sono le legature senza impressioni cromatiche;
Alla Cattedrale: le legature dove i motivi ornamentali
sono stilizzati secondo i precetti del gotico; All'Italiana:
Legatura in cuoio e fregi impressi a secco; Alla Francese:
coperta in cartone con titoli e fregi impressi in oro al Dorso; All'Inglese:
Legatura in tutta tela; All'Olandese: con pelle di scrofa
dalla colorazione quasi bianca ed impressioni a secco; Rustica:
Legatura in cartonato senza titoli; Alle Armi: dove sugli
stemmi impressi ai Piatti vengono riportati gli ornamenti del casato del
possessore.
LEMMA
Voce raccolta e spiegata in un vocabolario, in un'enciclopedia.
Dal greco lemma (lemmatos): premessa.
LIBELLO
Pubblicazione diffamatoria, spesso anonima (Giovanni delle Celle, ~1396).
Dal latino liber: libro e ellu[m]: piccolo.
LIBERTY
[vedi Art Nouveau]
LIBRO
Dal latino libru[m] che significava originariamente "le scorze anteriori,
che sono tra il legno e il ruginoso...". E perché queste in
latino si chiamano liber... (da T. Garzoni). Questa pellicola fu chiamata
dai greci BYBLOS. Da Livro Fr. Da Barberino, 1313.
Tra le accezioni più utilizzate per il termine libro troviamo Antico:
libro stampato fino al 1800/1830 periodo nel quale scomparvero, sia la carta
fabbricata da stracci, sia i torchi a mano, per essere sostituiti da macchinari
meccanici; Alla Macchia: stampato di nascosto; A
Fogli Chiusi o Intonso [vedi voce]; Con
Barbe [vedi voce]; Figurato: con figure; Proibito:
erano tutti i libri messi all'indice dalla chiesa.
LICENZA
[vedi Approvazione]
LINOTYPE
Dall'inglese. Sistema di composizione tipografica e meccanica, che fornisce
linee intere fuse in un unico blocchetto.
LITOGRAFIA
Sistema di stampa in cui le zone stampanti e non stampanti sono sullo stesso
piano, differenziate da un trattamento chimico particolare (da G. Pecchio,
1819).
Dal greco lithos: pietra (struttura sulla quale vengono approntate le litografie).
Inventata nel 1796 da Senefelder. Viene utilizzata una pietra in calcare
puro ricoperta da una pellicola, quindi viene disegnato il motivo con una
matita grassa, poi sostituita dall'inchiostro tipografico, successivamente
la pietra verrà bagnata, ed al passaggio del rullo risulteranno coperte
le sole parti dove in precedenza era stato passato l'inchiostro, infine
verrà applicato il foglio pronto per la copia su carta dell'opera
di composizione litografica.
LUOGO
Si intende per abbreviativo di: luogo di stampa.
MAIUSCOLO
Detto di qualsiasi scrittura i cui segni alfabetici siano compresi entro
due linee parallele, senza aste che la oltrepassino in alto o in basso (menz.
da G.B. Ramusio, 1554). Voce di derivazione latina.
MANDORLA
Motivo ornamentale, che trae origine dall'arte figurativa e religiosa del
medioevo, che per la forma ricorda una mandorla. Nel medioevo veniva inserita
al centro di tale ornamento la figura della Madonna (per lo studio dei simboli
la mandorla rappresenta sia la femminilità, che la protezione dal
mondo delle passioni).
Nell'accezione delle arti legatorie, la mandorla, quasi sempre riproducente
un'icona religiosa, si trova al centro del Piatto anteriore.
MANIFESTO
Testo fondatore che enuncia i principi di una nuova teoria, destinata, secondo
gli autori, a sconvolgere i principi artistici in vigore. Il primo manifesto
concernente un movimento pittorico è quello del futurismo, pubblicato
a Parigi, su "Le Figaro", dal poeta italiano Marinetti il 20 febbraio
1909.
MARCA
(tipografica)
Segno od emblema che i tipografi imprimono, di solito, sul Frontespizio
del volume, o sull'ultima pagina stampata.
MARGINI
Lo spazio di carta restante tra gli estremi dell'incisione e i margini esterni
del foglio di stampa.
MASSIMARIO
Raccolta di massime e precetti su una data materia (da A. De Nino, Vocaboli
Nuovi, Vasto, 1908). Dal Latino maxima (sententia): di portata generale.
MATOIR
Attrezzo a forma di sfera a più punte, utilizzato in calcografia
per ottenere il punteggio detto opus mallei.
MEDAGLIONE
Bozzetto o ritratto che uno scrittore fa di una persona nota (da. Petr.,
1891).
MEMBRANACEO
Dicesi di un Codice [vedi voce] scritto su pergamena.
MEZZALUNA (o Granitore)
E' uno strumento utilizzato nella tecnica calcografica chiamata maniera
nera. Questo è formato da un manico di legno dove è innestato
un blocchetto d'acciaio quadrangolare con il lato inferiore arrotondato
a forma di mezzaluna a dondolo, per cui viene anche chiamato berceau, che
presenta dei solchi fitti, paralleli molto affilati e appuntiti...
MICELIO
Corpo vegetativo dei funghi.
MICROCLIMA
Clima locale - anche di zone di area assai limitata - determinato dalla
presenza di peculiari elementi ambientali.
MINIO
Ossido salino di piombo, di colore rosso. Ha proprietà isolanti.
MINIATO
[latino Minio]. Cinabro, minerale terroso di colore rosso, che si trova
in molte località.
MINIATURA
Genere di pittura per illustrare i Codici Membranacei [vedi voci] eseguita
col minio (ossido salino, color rosso vivo) e altri colori vivaci (menz.
da D. Cavalca nel 1342 ~). Parola latina di origine iberica (Hiber minum).
MISCELLANEA
Insieme di articoli, saggi e sim., relativi a uno o più argomenti,
raccolti in un unico volume (menz. da Lorenzo De' Medici nel 1492).
Parola latina che tradotta letteralmente significa mescolare.
MONOGRAFIA
Dissertazione su di un argomento particolare o su di un personaggio di carattere
storico, filosofico, letterario e sim. (da Marchi, 1828).
MONOGRAMMA
Intreccio delle iniziali o di alcune lettere di un nome proprio, usate come
simbolo del nome stesso (da F. Buonarroti, 1719). Dal greco monogrammos:
che ha una sola lettera.
NERETTO
Carattere tipografico con asta più scura (Zingarelli 1925).
NERVO - NERVETTO
Le sporgenze che attraversano il dorso della legatura a distanze regolari,
determinate dalle cuciture dei fascicoli. E anche rilievo a cordoncino sul
Dorso dei libri rilegati (da Zingarelli, 1925).
NOTA TIPOGRAFICA
Le specifiche inerenti il tipografo quali luogo e data di stampa.
NUANCE
Particolare tono di colore che viene dato alla carta bianca per modificare
la caratteristica giallastra della materia fibrosa. Se il tono di colore
è azzurro si parla di azzurraggio.
NUPTIALIA
Dal latino. Testi scritti in occasione di nozze.
OCCHIETTO - OCCHIELLO
Pagina che precede l'Antiporta ed il Frontespizio dove è visualizzato
il solo titolo dell'opera. Si possono avere occhietti intermedi prima di
ciascuna parte in cui il libro è suddiviso.
OCCHIO TIPOGRAFICO
E' la parte superiore del Carattere di piombo.
OFFSET - STAMPA OFFSET
Procedimento di stampa planografico detto indiretto perché il foglio,
o supporto di stampa, non va a diretto contatto con la forma da stampa inchiostrata,
ma con un telo gommato che fa da tramite. E' il procedimento di stampa attualmente
più diffuso (circa 60% degli stampati). E' particolarmente adatto
a stampare su supporti con basso grado di finitura superficiale.
OPERA OMNIA
Complesso delle opere di un solo autore raccolte insieme (da G.I. Arneudo,
1925). Termine latino che tradotto letteralmente significa: tutte le opere.
OPUS
MALLEI
In calcografia indica la tecnica per ottenere il punteggio nelle zone più
scure dell'immagine, ottenuto con uno strumento composto da una sfera d'acciaio
a più punte denominato matoir [vedi voce]. [Dal latino "lavoro
di martello"].
OSSIDAZIONE
Reazione chimica per la quale un elemento o un composto cede elettroni.
A lungo termine il materiale ossidato si fragilizza.
P.d.A.
In una stampa sta per "prova d'artista".
PAGINA
In libri quaderni e sim. Facciata del foglio (menz. da A. Fiorenzuola, 1525).
Dal latino pagina[m]: pergolato di viti, poi colonna di scrittura, dal verbo
Pangere: conficcare.
PAGINATURA
Numerazione delle pagine (C. Cattaneo 1849).
PALINDROMO
Dal greco palindromos: che corre all'indietro.
Sinonimo di bifronte, a proposito di frasi o parole che letti in senso inverso
risultano uguali.
ONORARONO, ANILINA, INGEGNI, RADAR, ANNA, OTTO.
O mordo tua nuora o aro un autodromo
I topi non avevano nipoti
Ai lati dell'Italia
Parlo col rap
Avida diva.
PALINSESTO
Manoscritto antico su pergamena, nel quale la scrittura sia stata sovrapposta
ad altra precedente raschiata o cancellata (da P. Giovio, sec. XVI-XVII).
Dal greco Palimpsestos: raschiato di nuovo.
PAMPHLET
Breve scritto a carattere satirico, polemico o denigratorio.
PARENCHINA
In botanica è il tessuto fondamentale costituito da cellule vive
con membrana sottile, non lignificata.
PASSE-PARTOUT
Cornice sommaria di carta o di cartone nella quale s’infila un disegno,
un’incisione o una stampa. Alcuni sono molto semplici (un foglio di
carta bucato da una finestra), altri sono più sofisticati (in cartone
colorato, coi bordi della finestra bugnati e dorati, ecc.). Si può
aggiungere al passe-partout una cornice di legno o di stucco.
PASTELLO
Tecnica secca di disegno sviluppatasi dal sec. XVI. Il supporto più
adatto al pastello è la carta, ma può trovarsi anche su tela
a tramatura sottile. I pigmenti in polvere finissima vengono mescolati con
un legante - gomma arabica, latte di fico, zucchero di candito, gomma adragante
- in soluzione acquosa fino ad ottenere una pasta omogenea che viene arrotolata
in bastoncini e lasciata seccare. Il pastello è stabile alla luce
ma sensibile al minimo sfregamento o vibrazione, che provoca cadute di colore.
PELLE
Tonaca, crosta, rivestimento o stato superficiale di una Legatura (menz.
da Dante nel 1321).
Nel campo delle arti legatorie sono utilizzate per il rivestimento del Dorso
[vedi voce] e dei Piatti [vedi voce]. Differenti qualità di pelle
conciata, tra le quali: Bastarda: incrociata tra il montone e la capra d'India;
Coccodrillo; Marocchino: pelle di capra conciata, lavorata a grana e rilevata,
di grande pregio artistico; Montone; Scrofa; Vitello.
PENNELLESSA
Pennello molto largo a punta piatta e quadrata, fatto di peli di setola
di maiale.
PERCALLINA
Tessuto molto leggero, usato per il rivestimento della Legatura.
PERGAMENA
Pelle di agnello, pecora o capra, macerata in calce, indi essiccata e levigata,
usata un tempo per scrivervi sopra e ora per rilegature di lusso (menz.
da Arrighetto, 1321). Voce latina.
PESCE
In tipografia: salto di composizione (da F. D'Alberti, Dizionario..., 1803,
Lasciatura).
PIATTO (superiore e inferiore) - SPECCHIO
Ciascuno dei due cartoni di una copertina (da Fanfani Arlia, 1890).
PIEDE
La parte bassa del Dorso [vedi voce].
PIGMENTO
Materiale colorato in forma di polvere utilizzato per realizzare un film
pittorico. I pigmenti, composti chimici organici o inorganici, di origine
naturale o artificiale, sono insolubili nel veicolo disperdente (legante)
con il quale formano un impasto più o meno denso con proprietà
coprenti.
PLAQUETTE - PLACCHETTA
Opuscolo, libretto di poche pagine.
POCHOIR
Mascherina traforata di cartone o cuoio utilizzata per colorare a mano le
stampe.
PRIVILEGIO
Liberatoria esclusiva rilasciata da un'autorità locale, che garantisce
ad uno stampatore l'esclusività di stampare una determinata opera
nel territorio locale. Il privilegio fu utilizzato fino alla fine del XVIII
sec.
PROLEGOMENI
Studi introduttivi.
PROTOTIPOGRAFO
Stampatori e editori di incunaboli che, tra il 1450 e il 1500, diffusero
la tecnica della stampa a caratteri mobili nelle varie città europee.
PSEUDONIMO
Nome fittizio (Bonav., 1821) "testo letterario noto o pubblicato con
nome diverso da quello vero di chi lo ha scritto" (da G. Melzi, 1848).
Dal greco Pseudos: falso.
PUNTASECCA
Strumento per incidere, costituito da una sottile punta d'acciaio o di diamante,
che, utilizzato come una matita, incide il metallo con un leggero solco.
L'incisione a puntasecca produce una lastra per la stampa calcografica (calcografia);
come l'incisione al bulino, è un metodo di incisione diretto, cioè
senza l'ausilio di acidi mordenti. In alcuni casi è utilizzata per
rinforzare determinate parti dell'incisione al bulino. Questa tecnica è
apparentemente di più facile accesso rispetto all'acquaforte, ma
in realtà necessita di una grandissima abilità da parte del
disegnatore. Dal francese Pointe seche (1765).
PUNTE
[vedi Angoli]
PUNTO (tipografico)
Unità di misura dell'altezza e del corpo del Carattere.
QUADERNO
Fascicolo di quattro fogli.
QUADRICROMIA
Riproduzione e stampa a quattro colori di un'illustrazione, ottenuta selezionando
(cioè scomponendo) l'originale secondo i principi della sintesi sottrattiva
nei tre colori primari giallo, cyan (blu) e magenta (rosso). Una riproduzione
ottenuta con questo procedimento è chiamata "tricromia".
Generalmente, però, ai tre colori primari viene aggiunto, come quarto
colore, il nero, con lo scopo di ottenere maggiori dettagli nei particolari
e un migliore contrasto dell'immagine; di qui il termine "quadricromia".
QUARESIMALE
Serie di prediche che si tengono durante la quaresima o raccolta scritta
di prediche per la quaresima.
RAMATURA
Si ottiene ricoprendo con un sottile strato di rame i cliches destinati
a forti tirature.
RAME
Matrice e stampa si indicano sovente con lo stesso termine; così
dicendo, per rame si intende sia la lastra usata come matrice, sia l'immagine
che ne consegue. La più antica incisione su metallo sembra essere
la "Flagellazione" dell'anonimo tedesco Maestro dell'Anno 1446,
mentre la prima incisione italiana datata sembra essere una "Risurrezione"
di anonimo del 1461, conservata al British Museum. Nel 500 il Dürer
fu tra i primi ad sperimentare l'acquaforte, se ne conoscono sette su ferro
di cui ricordiamo il "Cannone" e l'"Agonia sul Monte degli
Ulivi".
RECENSIONE
Esame critico di un'opera nuova, con giudizio sul suo valore e sul pregio
(da Tommaseo Bellini, 1872).
RECTO
Facciata anteriore di un Foglio.
REGISTRO
[vedi Segnatura]
RETORICA
Disciplina che studia le regole che presiedono all'arte del parlare e dello
scrivere e che si propone di insegnarle.
RICHIAMO
Segno che uno scritto richiama ad altra pagina, più precisamente,
l'ultimo termine impresso alla fine di una pagina, riportato all'inizio
della pagina successiva (il sistema è stato utilizzato dagli stampatori
fino alla fine del XVIII secolo) (menz. dal vocab. Della Crusca, 1729-1738).
RIFILATURA
Dal verbo rifilare: tagliare a filo. Atto o effetto del rifilare (da Plazzi,
1939-1940). Nel campo legatorio è l'operazione che permette di allineare
e pareggiare i Tagli delle carte.
RIGA TIPOGRAFICA
Unità grande del sistema di misurazione tipografica, formata da dodici
punti (il punto è chiamato unità piccola). La riga tipografica
del sistema Didot corrisponde a 4,512 mm. Quella del sistema Pica anglo-americano
corrisponde a 4,217 mm, cioè a un sesto di pollice.
RILEGATURA
Da rilegare: mettere una copertina definitiva, spesso lussuosa ed artistica,
ad un volume (G. Galilei, 1642). Dal latino re-ligare: legare dalla parte
opposta.
RINASCIMENTO
Periodo di autentica rivoluzione culturale che comincia in Italia nel XV
secolo e si conclude intorno alla metà del XVI secolo. Questo movimento,
che s'ispira all'arte antica, inventa in tutti i campi delle soluzioni sia
tecniche sia artistiche. Il Rinascimento rappresenta un cambiamento profondo
del pensiero in Occidente e segna la rottura col mondo medievale. Vedi anche
barocco, composizione, manierismo, sezione aurea, nudo, pittura a olio,
prospettiva, penna, quattrocento, sanguigna.
RISGUARDI
[vedi Sguardie]
RISVOLTO - BANDELLA
Nell'accezione del lavoro legatorio è la piegatura all'interno del
lembo esterno della copertina (dal Diz. Enc., 1949).
ROSUME
Polvere composta da frammenti erosi ed escrementi prodotti dagli insetti
xilofagi durante la formazione del tunnel nella tavola di supporto.
ROTELLA - RULLO
E' l'arnese cilindrico dove all'esterno sono incisi dei motivi decorativi,
utilizzato per imprimere ornamenti sulle legature.
ROTOOFFSET
Macchine da stampa di tipo offset alimentate da bobina. All'uscita della
macchina vi è normalmente una piegatrice. La roto-offset è
adatta per elevate tirature ed è impiegata per la stampa di lavori
editoriali, di riviste e cataloghi e di quotidiani. Nel caso di stampati
diversi dai quotidiani la macchina è fornita di forno per l'asciugamento
rapido dell'inchiostro da stampa.
ROTOCALCO
- STAMPA ROTOCALCO
Procedimento di stampa diretto che fa uso di una forma da stampa incavografica.
E' caratterizzato da macchine rotative veloci e di grande formato. E' particolarmente
indicato per la stampa di riviste e cataloghi e, in generale, per stampati
a grande tiratura e con abbondanza di illustrazioni.
ROTTO (colore rotto)
Aggettivo tecnico relativo ad un colore i cui riflessi sono di un altro
colore.
RUBRICA
[Dal latino Rubrica e Ruber: ocra rossa e rosso]. La terra rossa era usata
per tingere la custodia del volume e l'index, e inoltre per scrivere le
prime lettere, il titolo dei capitoli...
SANGUIGNA
Gesso rosso, composto di caolino ed ematite, il cui colore varia dal rosso
bruno al rosso più chiaro. Molto usato durante il Rinascimento, questo
gesso viene ancora impiegato per i ritratti e il nudo. Vedi anche disegno
a sanguigna.
SAPROFITA
Organismo eterotrofo che vive di materia organica morta.
SC. - SCULP. - SCULPSIT - SCULPEBAT
Precede il nome dell'incisore su stampe eseguite in calcografia. [Dal Latino
"scolpì"].
SCHIACCIO
L'impronta lasciata sul foglio di carta dalla lastra calcografica dopo il
passaggio sotto il torchio.
SCOLIO
Chiosa, annotazione. Nell'accezione bibliografica è l'annotazione
di studioso ai margini bianchi delle pagine di un libro. Dal greco scholion
col derivato di scholiastes da schole: scuola.
SCOMPLETAZIONE
Opera stampata in più volumi, della quale al possessore manca uno
o più di tali volumi.
SCRITTURA CANCELLERESCA
Usata per i documenti ufficiali delle Cancellerie di Stato nel periodo rinascimentale.
Si ispira, nel disegno, all'alfabeto umanistico minuscolo e abbonda di elementi
decorativi per la necessità di evitare contraffazioni. Modificata
in alcuni particolari, viene denominata "bastarda" in Spagna,
"bâtarde" in Francia e "chancery hand" in Inghilterra.
SCRITTURA CAPITALE ROMANA
Scrittura codificata dai Romani e costituita dalle lettere maiuscole dell'alfabeto
latino.
SCRITTURA
CORSIVA INGLESE
Scrittura calligrafica in uso dalla seconda metà del XVIII secolo;
deriva dalla scrittura cancelleresca e dalla bastarda. È caratterizzata
da una inclinazione delle lettere verso destra di circa 45° e dalle
legature tra di esse. Nel XIX secolo, corredata da abbellimenti, è
stata molto utilizzata per titoli, frontespizi e nelle didascalie delle
incisioni litografiche.
SCRITTURA ONCIALE
Scrittura costituita da lettere latine; deriva dalla scrittura capitale
romana, ma se ne differenzia per la forma tondeggiante di alcune lettere.
Il termine trae origine dal latino uncia, cioè oncia, misura romana
corrispondente alla dodicesima parte del piede (29,6 cm).
SEGNATURA
Numero, lettera e sim. che in un volume indica l'esatta progressione dei
blocchi di pagine, che sono state stampate in un unico foglio, poi piegato
e legato (menz. da Manuzzi nel 1865).
SEPPIA
Inchiostro bruno. Si ricava dalle vesciche di inchiostro della seppia fatte
essiccare al sole e mescolate in acqua bollente con gomma arabica e zucchero
candito. Appare in disegni del sec. XVII ma è correntemente in uso
solo dal sec. XIX.
SERIGRAFIA - STAMPA SERIGRAFICA
Procedimento di stampa diretta che fa uso di forma da stampa permeografica.
E' adatto a stampare su qualsiasi supporto. E' caratterizzato da una grande
intensità di inchiostrazione. Può stampare anche su oggettistica
purché piana.
SEZIONE AUREA
Rapporto geometrico tra due entità bidimensionali a e b, tale che
(a+b) : a = a : b, ossia tale che la parte maggiore sia media proporzionale
tra la parte minore e la somma delle due. Già nota presso i Greci,
è considerata un valore proporzionale ideale; ad essa vengono riferiti
anche alcuni fenomeni naturali, quali la crescita delle piante e degli animali,
in alcune loro parti. Nella forma geometrica più semplice, la sezione
aurea (chiamato anche rapporto aureo) stabilisce la divisione di un segmento
in modo che l'intero segmento stia alla parte maggiore come questa sta alla
parte minore. Con questo termine si designa la proporzione fra due grandezze
il cui rapporto è più o meno uguale a 1,618. Gli artisti del
Rinascimento vedevano in essa la divina proporzione, l'armonia perfetta.
SGUARDIE - RISGUARDI
Le pagine (in carta pesante) poste all’inizio e alla fine del libro
e che non fanno parte dei fascicoli e quelle incollate alla parte interna
dei piatti.
SILHOUETTE
Disegno costituito dal solo profilo di una figura, completamente annerito
o riempito di colore in modo uniforme, su uno sfondo generalmente bianco.
Il termine deriva da Etienne de Silhouette (1709-1767), uomo politico francese
che, come passatempo allora in gran voga, amava ritagliare su carta nera
ritratti costituiti dal solo profilo del volto.
SILOGRAFIA - XILOGRAFIA
Tecnica d'incisione in cui si asportano dalla faccia piana di una tavoletta
di legno le parti non disegnate (da Marchi, 1841).
Dal francese xylographie (1771 tecnica d'incisione). L'incisione xilografica
fu utilizzata in Cina probabilmente già dal VII secolo, l'arte xilografica
orientale raggiunse il suo apice nel XVII secolo con la diffusione anche
in occidente degli Ukiyo-e (stampe giapponesi).
SINOPIA
Usato nell'antichità per gli affreschi, questo colore rosso veniva
da Sinope, città situata sul mar Nero in Asia Minore.
SINTESI ADDITIVA del COLORE
Mescolanza di colori luce, ottenuta per sovrapposizione di fasci luminosi,
definiti in base alla loro lunghezza d'onda. Nella sintesi additiva sono
colori primari il blu, il rosso e il verde, la cui somma genera il bianco.
La fotografia e la televisione si fondano su tecniche basate sulla manipolazione
del colore luce secondo i principi della sintesi additiva.
SINTESI SOTTRATTIVA del COLORE
Mescolanza di colori pigmento, basata sui tre colori giallo, magenta e cyan,
la cui somma genera il nero. Le tecniche pittoriche e quelle di riproduzione
a stampa di illustrazioni a colori si basano sul principio della sintesi
sottrattiva.
SOVRACCOPERTA
Foglio stampato posto a protezione della copertina.
SPALLA
Nella parte superiore di un carattere tipografico, parte non occupata da
una lettera (da Carena, 1820).
SPARTO
Graminacea a foglie tenaci, utili per cordoni, stuoie, carte; cresce in
Tunisia, Algeria, Spagna. E' coltivabile anche in zone poco irrigate.
SPECIMEN
Saggio, campione, pagina o fascicoletto di saggio di un'opera distribuito
a fini pubblicitari (Diz. Enc., 1960). Voce inglese del 1610.
STAMPA
"Impronta" (menz. da Dante nel 1321). Particolare tecnica che
permette di riprodurre uno scritto, un disegno e sim. in un num. illimitato
di copie uguali partendo da un'unica matrice (volg. Stampa, menz. da Ferraiolo
nel XV sec.). Termine di derivazione francese stampon: pestare.
SUMPTIBUS
[vedi Impensis]
SURREALISMO
Movimento letterario e artistico nato in Francia nel periodo successivo
alla Prima guerra mondiale, ma la cui data di nascita ufficiale si situa
nel 1924. Definita da André Breton nel manifesto del surrealismo,
questa corrente s'interessa alle associazioni incongruenti, alla potenza
evocativa dei sogni e al ruolo che gioca l'inconscio nel processo creativo.
I pittori (alcuni provengono dal dadaismo) producono opere molto varie e
in stili molto diversi. Fra gli altri: Max Ernst, André Masson, Joan
Miró, René Magritte e Salvador Dalì.
TAGLIO (di testa, di piede e davanti)
Le parti superiori, inferiori e anteriori dei margini dei fogli (quello
anteriore è concavo). Anche i tre lati esterni di un libro non cuciti
dalla Legatura.
TARGET
Nel linguaggio pubblicitario, fascia entro la quale si collocano i fruitori
di una comunicazione pubblicitaria potenziali acquirenti di un prodotto.
TARSIA
Manufatto ligneo o lapideo realizzato mediante la giunzione di pezzi variamente
sagomati al di sopra di una lastra di supporto. Distinta dall'intarsio,
anch'esso costituito da pezzi variamente sagomati ma collocati entro gli
incavi praticati nel piano di base. Il criterio operativo è il medesimo
sia che si tratti di tarsia lignea o lapidea, derivando la composizione
in entrambi i casi dall'accostamento di essenze legnose o specie litoidi
di colorazioni e testure diverse. Nella tarsia lapidea in particolare si
segnala la produzione del commesso fiorentino realizzato nell'Opificio delle
Pietre Dure di Firenze a partire dal 1574 e costituito da pietre dure, preziose
e semipreziose fissate con mastice a lastre marmoree.
TASSELLO
Nell'accezione legatoria è la parte rettangolare o quadrata in pelle,
applicata sul Dorso della Legatura, dove è stampato il titolo del
libro.
TAVOLA - TAVOLA FUORI TESTO
Pagina, Foglio di un Libro con illustrazioni, figure riproduzioni e disegni
(menz. Da G. Ruscelli nel 1566). Per Tavola Fuori Testo si intende di solito
una "tavola" inserita dal tipografo, bianca al verso, esclusa
dalla Paginatura [vedi voce] del libro.
TESTO
Qualunque scritto di un autore, prescindendo da note, chiose o traduzioni
(menz. da Dante 1304-1308).
TIPON
Duplicato di una fotolitografia.
TOMO
Sezione, parte di un'opera a stampa (da M. Buonarroti il giovane, 1612).
Dal greco Tomos derivato dal verbo temnein: tagliare.
TORCHIO
La prima e più semplice macchina da stampa (da M. Buonarroti il giovane,
1621). Dal latino torculu[m]: che serve a torcere.
TORCOLIERE - TIRATORE
Addetto al torchio. Colui che applicava la carta al timpano, chiudeva la
fraschetta, faceva scorrere il carrello portaforma sotto il torchio, tirava
la leva per l'impressione, e quindi estraeva il foglio stampato. Nel 1500
in una giornata di lavoro ogni torchio doveva produrre circa 2500 impressioni.
Al torchio operava, in alternanza, anche il battitore.
TROMPE L'OEIL
Tecnica che cerca di dare l’illusione della realtà e in particolare
della profondità, attraverso l’uso sapiente delle tecniche
della prospettiva. [Dal francese, letteralmente "inganna l'occhio"].
UKIYO-E
Termine giapponese designante un’opera pittorica il cui soggetto è
ispirato alla vita quotidiana.
UMBONE
Piastra metallica posta al centro del Piatto.
UNGHIA - CASSA
La parte sporgente dei piatti della legatura oltre il margine dei fogli.
E anche bordo interno del Piatto, oltre lo spessore dei fogli.
VARIANTE
In filologia parola o frase che due testi di una stessa opera riportano
in modo diverso (da Tommaseo Bellini, 1879).
VELINA
(CARTA)
Tipo di pergamena più bianca e delicata della pergamena normale (da
P. Giordani, 1818). Di solito la carta velina viene posta come protezione
alle Tavole [vedi voce] inserite in un libro.
VERGELLA
Filo metallico, che teso con altri, forma la trama necessaria a trattenere
l'impasto della carta.
VERSO
Lato posteriore di un Foglio.
VIGNETTA
Dal francese vignette temine collegato ad ornamenti a forma di tralci di
vite, dal precedente termine francese Viticio che l'Oudin traduce in vignette
d'un livre (1640). In origine fregio a forma di foglia o tralcio di vite,
poi "incisione che serve ai tipografi per ornamento delle stampe, ed
usasi segnatam. al principio od al fine dei libri o dei capitoli, ed in
capo e fine delle pagine..." (A. Guadagnoli 1840).
VOLUME
[latino Volumen]. Cosa avvolta, rotolo. Composto da strisce di papiro incollate
in successione e avvolte intorno a un cilindro di legno.
XILOGLIFIA
Tecnica molto antica di incisione su legno in rilievo. La lastra utilizzata
per l’incisione è una tavola di legno tagliata nel senso delle
fibre (legno di filo) e scavata col temperino o la sgorbia.
XILOGRAFIA
[vedi Silografia]
ZINCOGRAFIA
Tecnica di incisione in rilievo su una superficie metallica. Il disegno
è riportato a penna o a pennello su una lastra di metallo (rame o
zinco), che viene immersa in successivi bagni di acido. La tecnica è
chiamata anche gillotage.
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